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Esame di Stato

Il nuovo esame prevede tre prove scritte e una prova orale.

La grossa novità è rappresentata dal fatto che si intende verificare le competenze dello studente attraverso un’interrogazione su tutte le discipline del 5° anno che non è più nozionistica, ma mira il più possibile all’interdisciplinarità.

La valutazione finale, inoltre, tiene conto del rendimento degli anni precedenti (del triennio in particolare); vengono infatti assegnati ai candidati dei crediti scolastici in base alla media degli ultimi tre anni di studio.

Ai crediti scolastici si aggiungono i crediti formativi: il credito formativo consiste in ogni qualificata esperienza, debitamente documentata, dalla quale derivino competenze coerenti con il tipo di corso cui si riferisce l’esame di Stato; la coerenza, che può essere individuata nell’omogeneità con i contenuti tematici del corso, nel loro approfondimento, nel loro ampliamento, nella loro concreta attuazione, è accertata per i candidati dalla commissione d’esame.

Per chi è in possesso dell’ idoneità il credito scolastico viene assegnato in base ad una tabella ministeriale di riferimento anche per la classe quinta .

Per quanto riguarda le prove d’esame il voto è calcolato in centesimi: da un minimo di 30 (equivalente alla sufficienza) a un massimo di 45 punti per le prove scritte, da un minimo di 22 (equivalente alla sufficienza) a un massimo di 30 punti per la prova orale.

Un massimo di 25 punti è previsto per i crediti (scolastico + formativo).

La commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio fino a un massimo di 5 punti ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo nella prova d’esame pari almeno a 70 punti.

Il minimo previsto è 60/100. 

Le prime due prove sono rimaste per molti aspetti simili a quelle del vecchio esame.

La prima prova , infatti, riguarda sempre l’ italiano ma è più varia quanto a tipologie: prevede lo svolgimento di un tema a scelta su varie tracce proposte, oppure l’analisi di un testo letterario o lo svolgimento di un saggio breve oppure di un articolo di giornale.

La seconda prova coinvolge ancora una delle materie di indirizzo, sorteggiata con qualche mese di anticipo e può essere anche grafica o scrittografica.

La terza prova è la vera novità: si tratta di una prova pluridisciplinare, diversa per ogni sezione in quanto elaborata dalla stessa commissione d’esame in base al documento del 15 maggio , vale a dire il documento della classe, una relazione compilata dal consiglio di classe che riporta i programmi effettivamente svolti, l’andamento generale dell’anno scolastico, le prove affrontate, il rendimento ecc.. ed è reso pubblico e consultabile dopo il 15 maggio.

Le tipologie sono varie: dalla trattazione sintetica di argomenti, alla risposta a quesiti singoli o multipli, ovvero dalla soluzione di problemi o di casi pratici e professionali allo sviluppo di progetti, dai quesiti a risposta multipla, alla trattazione breve, a quelli a risposta aperta, fino a delle esercitazioni vere e proprie.

La scelta è a discrezione della commissione come pure le materie coinvolte. Non sono rese note in anticipo né tipologia né materie prescelte.

La prova orale coinvolge tutte le materie del quinto anno. Il candidato può esporre un proprio lavoro di ricerca (tesina – percorso didattico).

Tale lavoro deve consistere nell’analisi di un argomento trattato da diversi punti di vista, coinvolgendo in tal modo più discipline possibili, non necessariamente tutte.

In realtà, precisiamo, non si tratta di collegare tra loro diversi argomenti delle varie discipline studiate, come si è spesso pensato o come spesso gli studenti hanno fatto in passato, ma di analizzare un solo argomento nelle diverse prospettive delle discipline incluse nel progetto.